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Juve-Roma: il derby finanziario

Il copione è sempre lo stesso: Roma contro Juventus, Juventus contro Roma. Il derby d’Italia, gli scudetti contesi e quelli contestati, le migliori rose della serie A a confronto, le polemiche arbitrali, le chiacchiere da bar, il gol di Turone e il rigore di Lichsteiner, i titoloni sui giornali, le tensioni fra opposte tifoserie che non di rado tracimano anche ai piani alti della Lega Calcio e all’interno dei palazzi della politica. Siamo a un quarto abbondante del campionato di Serie A 2014/15 e lo spartito non accenna a cambiare: Juventus a dominare e Roma a inseguire, dopo l’epilogo della scorsa stagione in cui i bianconeri hanno chiuso alla quota monstre di 102 punti e i giallorossi che, con i loro 85, avrebbero di fatto vinto ogni titolo nel periodo 2007/2013. La massima serie si fa specchio di un sistema sempre più oligopolista dove il gap tra le risorse economiche dei due club in fuga e quelle a disposizione delle altre squadre è in grado di scavare un solco profondo anche dal punto di vista della resa sul campo.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente giallorosso James Pallotta

Il sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente giallorosso James Pallotta

L’amministratore delegato della Juventus Giuseppe Marotta
Mark Pannes, ex consigliere della Roma e responsabile del progetto stadio

Mark Pannes, ex consigliere della Roma e responsabile del progetto stadio

L’amministratore delegtao della Juventus Giuseppe Marotta
John Elkann, il presidente della Juventus Andrea Agnelli e l’ex tecnico Antonio Conte

John Elkann, il presidente della Juventus Andrea Agnelli e l’ex tecnico Antonio Conte

L’amministratore delegtao della Juventus Giuseppe Marotta
L’amministratore delegtao della Juventus Giuseppe Marotta

L’amministratore delegato della Juventus Giuseppe Marotta

L’amministratore delegtao della Juventus Giuseppe Marotta

Ed è proprio dell’analisi finanziaria di Juventus e Roma che ci occupiamo in questa webstory: per la precisione del confronto fra i rispettivi modelli di business. Che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare a prima vista, appaiono molto distanti tra loro nei numeri, nella struttura, nelle strategie di espansione e anche nell’approccio alla fondamentale questione degli stadi di proprietà.

L’utopia di Piazza Affari

Iniziamo dall’unica, o comunque dalla più evidente, similitudine economica fra le due società: Juventus e Roma sono fra le tre sole squadre italiane (l’altra è la Lazio di Claudio Lotito) a essere quotate alla Borsa di Milano. Qualcuno ricorderà la sbornia di fine anni Novanta, quando i listini di tutto il mondo, compreso quello meneghino, correvano grazie alla bolla internettiana, e il nostro calcio, ancora leader per fatturato e spettacolarità ma già alla cronica ricerca di nuove risorse, pensò di accodarsi al boom iniziando a dipingere lo sbarco in Borsa come la ricetta in grado di conferire ancora più smalto, competitività sportiva e autonomia finanziaria ai nostri team. Esattamente gli stessi concetti che si ripetono oggi a proposito degli impianti di proprietà, dei quali ci occuperemo più avanti. Se ci voltiamo indietro, però, le performance dei titoli calcistici hanno dato torto a chi ne decantava le opportunità per investitori e club e ragione ai pochi che, come l’isolatissimo ex numero uno della CoViSoc Victor Uckmar, predeva quotazioni da ottovolante («Sono titoli che sconsiglierei a orfani e vedove»): azioni volatili e scambi ridotti, capaci di decollare o cadere a picco per un fischio arbitrale, un’autorete, l’indiscrezione su un colpo di mercato o una plusvalenza. Unica costante, buona per tutti, le perdite degli investitori che hanno puntato i loro soldi sul calcio scommettendo in un ritorno a lungo termine. Lasciamo da parte la Lazio e concentriamoci sull’andamento di Juventus e Roma:

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* Media ponderata del mese 19 ottobre - 19 novembre 2014

Elaborazione su prospetti informativi Juventus Fc e As Roma e dati Borsa Italiana

Anche sul versante del fatturato la distanza è importante e pende, come sul campo, tutta a favore della Juventus.

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Nella tabella qui sopra, i fatturati di Juventus e Roma a confronto. Nel grafico, il gap crescente di ricavi tra bianconeri e giallorossi.

Elaborazione su bilanci ufficiali Juventus Fc e As Roma

Stadio (40 milioni di euro contro 23), diritti tv (150 contro 68, grazie soprattutto alla Champions League), sponsor e pubblicità (60 contro 21): in ciascuna delle principali voci di bilancio i bianconeri riescono per il momento quasi a doppiare la Roma, che probabilmente quest’anno riuscirà a recuperare un po’ di terreno partecipando alla Champions. Nelle tre stagioni passate, la Juventus ha avuto ricavi complessivi per 747 milioni di euro, con perdite cumulate per 71,2. Il trend economico è in miglioramento (la stagione 2013/14 si è chiusa con «appena» 6,7 milioni di perdite) e un recente studio di Banca IMI ipotizza che l’utile possa essere raggiunto entro 2 anni. Nello stesso periodo la Roma ha portato a casa 367 milioni di fatturato complessivo, che però hanno generato una perdita significativamente più alta, pari a 131 milioni. Le prospettive per il 2014/15 non sono ancora note, ma nonostante sia possibile ipotizzare ricavi addizionali dalla Champions per circa 40 milioni, ciò non assicura che il pareggio possa essere raggiunto subito.

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Il confronto fra le tipologie di ricavo e i movimenti da player trading (ossia il calciomercato) di Juventus e Roma.

Elaborazione su bilanci ufficiali Juventus Fc e As Roma

La Roma, però, ha un’interessante novità in serbo, rappresentata dal progetto del nuovo stadio di proprietà. L’impianto, che nei piani di Pallotta e soci potrebbe essere inaugurato già per l’inizio della stagione sportiva 2018/19 (sono previsti circa 30 mesi da inizio lavori), potrebbe effettivamente segnare una svolta importante, contribuendo ad incrementare gli attuali ricavi da stadio della Roma, far crescere la remunerazione di sponsor e pubblicità, efficientando anche merchandising e ricavi di natura commerciale, oltre ovviamente a rafforzare la struttura patrimoniale della società.

Juve - Roma

Il precedente della Juventus, che oggi assieme al Sassuolo e all’Udinese è una delle sole tre squadre di serie A a gestire direttamente il proprio impianto – e l’unica in assoluto ad averlo costruito ex novo, visto che gli emiliani hanno rilevato a un’asta quello già esistente e i friulani stanno ristrutturando l’originale dopo averne ottenuto il comodato dal comune – permette infine di esaminare il diverso approccio a una questione chiave.

I bianconeri, che si erano mossi già all’inizio della scorsa decade, hanno optato per un impianto da 41.000 posti, probabilmente per massimizzare l’effetto del «tutto esaurito». Dopo aver messo in funzione l’impianto (con annesso un centro commerciale, ceduto però a terzi) hanno poi iniziato la seconda fase di espansione del progetto, sull’area della Continassa, che porterà nell’arco di 3 anni alla creazione di un polo sportivo e commerciale.

A ormai tre anni dall’inaugurazione, è possibile tracciare un primo bilancio, e si tratta di un bilancio assolutamente positivo. I «ricavi da gare» che erano sostanzialmente rimasti immutati dagli anni Novanta fino al trasferimento allo Stadium datato 2011, da quel momento hanno iniziato a crescere esponenzialmente: 17,83 milioni allora, 40,99 milioni nell’ultimo esercizio fiscale. La voce è destinata ad aumentare nel corso dei prossimi anni, grazie all’effetto scarsità dei posti a disposizione; probabilmente però l’incremento sarà lento ed in minima percentuale, ma in compenso l’ammortizzamento dei costi procede veloce, gli oneri diminuiscono e se le società riuscirà a chiudere con uno sponsor per la brandizzazione dell’impianto, come avviene nei principali campionati stranieri.

La Roma, invece, come abbiamo visto ha scelto di partire immediatamente con un progetto completo: stadio, area commerciale e business park. In verità l’investimento, a differenza dei bianconeri, non sarà fatto direttamente dal club, quanto da una società che avrà in comune l’azionista di maggioranza. In questo senso, non è ancora chiara la ricaduta effettiva in termini di ricavi sul settore sportivo: la sensazione è che la Roma avrà i benefici diretti delle partite (biglietteria e servizi), mentre l’investitore – potendo sfruttare il richiamo sportivo – manterrà il controllo di tutte le altre componenti, incluse quelle derivanti dalla diversificazione (concerti, ad esempio, ma anche eventi di altri sport). Il vantaggio sarà quello di non avere una struttura finanziaria ulteriormente appesantita; d’altro canto, però, la crescita dei ricavi sarà più contenuta. Juventus Stadium contro Stadio della Roma: fra qualche anno le due contendenti potranno sfidarsi anche su questo terreno. Solo allora capiremo quale dei due investimenti si è rivelato più redditizio per sostenere le ambizioni sportive delle squadre proprietarie. Per il momento, anche su questo fronte, la Vecchia Signora resta in forte vantaggio. Ma la Lupa non molla.

CREDITS
Testo ed elaborazione dati di Diego Tarì
Video: fonte Juventus FC e AS Roma